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Circolo ippico di Via Siepelunga

1937

Circolo ippico di Via Siepelunga

Veduta del fronte nordoccidentale.
La grande volta parabolica non è un'invenzione degli architetti Bottoni (1903-73) e Pucci: è una figura palesemente ripresa dai due hangar per dirigibili costruiti da Eugène Freyssinet a Orly nel 1916.
L'opera richiese ben cinque successivi progetti. Gli ingenti lavori previsti chiesero l'intervento della Federazione bolognese del P.N.F., per conto della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio).
L'opera intendeva rispondere all'esigenza di dotare la città di un nuovo circolo "centro di ritrovo e palestra di esercitazione", "centro di propaganda dello spor ippico tra i giovani", ma che si prestasse anche ad ospitare "manifestazioni pubbliche e sportive di vario genere, quali adunate, concerti di massa, gare di atletica leggera, incontri di pugilato, ecc.".
Sfortunato il suo destino: progettato nel 1937, ultimato agli inizi del 1940, verrà distrutto dalle bombe sganciate il 12 ottbre del 1944 dai bimotori B.25 Mitchell e dai quadrimotori B.24 Liberator della 12.a e 15.a Air Force U.S.A. decollati dalle basi del Sud Italia nell'operazione 'Pancake', cioè 'frittella' o qualcosa di piatto, completamente schiacciato, tesa alla conquista di Bologna entro il Natale, ma fallita.
Fu infatti l'ultima grande incursione del 1944.

da Giuliano Gresleri e Pier Giorgio Massaretti, Norma e arbitrio, Architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950, Marsilio, Venezia, 2001, alla pagina 171.

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