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V Congresso e Concorso Nazionale e Federale Ginnastico in Bologna

1901

V Congresso e Concorso Nazionale e Federale Ginnastico in Bologna

Il cartellone pubblicitario del V Congresso e Concorso Nazionale e Federale Ginnastico in Bologna, è opera del triestino Marcello Dudovich (1878-1962). Famoso rappresentante della grafica Liberty, nel 1899 iniziò a lavorare per Edmondo Chappuis nello stabilimento litografico in Via Cartolerie 13, in concorrenza con quello milanese di Ricordi, in piena Belle Epoque.
Le Due Torri, il Porticato ed in sommità il Santuario della Madonna di San Luca evocano il luogo. Il Ginnasta ed il Figlio sono fasciati dal simbolo delle quattro Virtù di cui debbono essere portatori, con il compiacimento della Moglie e Madre: Fermezza, Fierezza, Fortezza e Franchezza.
Il segno crociato fu adottato nel 1811 dai ginnasti tedeschi per reagire al disonore per le sconfitte subite dall'invasione napoleonica.
Nel 1875, sull'acquisita convinzione che "un uomo forte ha la Franchezza dello spirito, la Fermezza dei propositi, la Fierezza degli atti", la Società Ginnastica Educativa di Bologna, adottò il nuovo simbolo-scudetto. Nel 1889 assumerà la "V", Virtus come Valore, per ciò stesso sfidando alla testa delle società ginnastiche nel Foro Romano, nel trionfo conseguito nel I Concorso Federale.
In tutta evidenza nell'opera artistica del 1901 sono richiamati i 'sacri principii' di Dio, Patria e Famiglia.
In quel 16 maggio nella già chiesa di S.Lucia (palestra dal 1873 al 1945 della Società, se pur in modo discontinuo nel periodo delle due guerre) il Sindaco Dallolio darà il benvenuto alle autorità e alle rappresentanze convenute, e nei successivi 17 e 18 nello Stadium costruito in legno - lo Stadio Attico - nella piazza dell'8 agosto 1848 si svolgeranno le gare, coinvolgenti 3000 ginnasti.
In rappresentanza del Re Vittorio Emanuele III, il Conte di Torino nel salutare i ginnasti di Trento e di Tunisi ripeterà le parole già profferite da Vittorio Emanuele II: "Non è sui deboli, ma sui forti che riposano i destini della Patria", a conclusione del saggio finale di domenica 19 maggio 1901.

Immagine tratta da Franco Cristofori, Bologna, "Tra Ottocento e Novecento", Edizioni Alfa, febbraio 1981.

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